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		<title><![CDATA[Suggerimenti in tempo di Coronavirus]]></title>
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		<lastBuildDate>Tue, 31 Mar 2020 09:33:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Suggerimenti di letture]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Filosa]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qev5c4c9">Come promesso vi indichiamo alcuni libri interessanti. Le età di lettura messe tra parentesi sono indicative. Se pensate che la tematica affrontata nel libro possa riguardare e interessare voi e il vostro bambino, potete comunque provare a proporre la lettura. Nel caso il bambino fosse più piccolo dell’età di lettura consigliata potrete semplificare il testo e/o fornire spiegazioni aggiuntive alla storia che aiutino il vostro bambino a comprenderne meglio il senso.<div>Questi sono solo alcuni esempi ma potrete davvero sbizzarrirvi con il vostro bambino!</div><div>•	<b>Il piccolissimo bruco Maisazio - Eric Carle</b> (0-2 anni)</div><div>II piccolo bruco sempre affamato compie il suo viaggio per trasformarsi e diventare una meravigliosa farfalla! I bambini si divertono a "spiare" attraverso le pagine forate e imparano i nomi dei colori, dei numeri, dei cibi e dei giorni della settimana.</div><div>•	<b>Posso guardare nel tuo pannolino - Guido Van Genechten</b> (dai 2 anni)</div><div>Lo spannolinamento è una fase non semplice per i bambini e i loro genitori, ma "Posso guardare nel tuo pannolino?" scritto e disegnato da Guido Van Genechten è il libro perfetto per agevolare la separazione dal pannolino.</div><div>Oltre alle illustrazioni, grandi e colorate, in questo albo ci sono anche alette ed elementi interattivi che possono essere manovrati dai bambini. Il protagonista è un topolino che chiede a tutti gli animali di poter guardare nei loro pannolini: quando arriva il suo turno, scopre che il suo pannolino è vuoto e pulito, perchè lui ha imparato a farla nel vasino.</div><div>•	<b>A caccia dell’orso - &nbsp;Michael Rosen &nbsp;Helen Oxenbury, e al</b>. (dai 2 anni)</div><div>Una famiglia parte alla ricerca dell'orso ma, dopo aver attraversato un campo di erba frusciante (svish svush!), un fiume freddo e fondo (splash splosh!), una pozza di fango limaccioso (squelch squalch!), un bosco buio e fitto (scric scroc!) e una tempesta di neve che fischia (fìuuuu huuuuuu!), alla fine... sarà l'orso a trovare loro. Considerato un classico, "A caccia dell'Orso" è un piccolo capolavoro della letteratura per l'infanzia, dove immagini, testo e lettura ad alta voce danno vita a una grande avventura, per imparare ad affrontare insieme ogni paura.</div><div>•	<b>Gli occhi sbagliati - Roberto Piumini e V. Grassini</b> (dai 3 anni)</div><div>"Chi ha detto che gli occhi sono sempre stati lì al loro posto, sopra il naso? C'è stato un tempo in cui le cose non stavano proprio così...". Roberto Piumini racconta i cinque sensi: cinque albi illustrati, scritti da Roberto Piumini che, con il suo linguaggio di rara e fine poeticità, ha costruito intrecci e personaggi in grado di appassionare e divertire i bambini.</div><div>•	<b>Zeb e la scorta di baci - Michel Gay </b> (dai 3 anni)</div><div>La piccola zebra Zeb parte per una breve vacanza in colonia, senza mamma e papà, e così ,per superare il distacco, i genitori preparano tanti piccoli fogli ripiegati, segnando ognuno con un bacio, in modo che Zeb possa metterli in una scatola e usarli quando avrà nostalgia. Durante il viaggio li condividerà con le altre piccole zebre e supererà &nbsp;la temporanea mancanza dei genitori scoprendo il calore dell'amicizia e della condivisione.</div><div>•	<b>I tre piccoli gufi -Martin Waddell , Patrick Benson, e al.</b> (dai 3 anni)</div><div>Tutti i gufi pensano molto, e anche i piccoli gufi come Sara, Bruno e Tobia. Specialmente di notte, nel bosco, mentre aspettano che la loro mamma torni a casa dopo la caccia. Amato da oltre due milioni di lettori nel mondo, la lettura a voce alta de "I tre piccoli gufi" permette di rivivere ed esprimere emozioni profonde come la paura e il timore di abbandono, ma anche la solidarietà tra fratelli o coetanei e i piccoli atti di coraggio che permettono di crescere. </div><div>•	<b>C’è un rinofante sul tetto - Marita Van der Vyver, Dale Blankenaar, e al.</b> (dai 3 anni)</div><div>Tutto inizia quando Daniel va per la prima volta a dormire a casa dei nonni: sembra andare tutto liscio, ma appena si spengono le luci e si mette a letto Daniel ha l'impressione che ci sia qualcosa, forse un mostro, sopra il tetto della casa. Si tratta di un libro molto utile per esorcizzare alcune paure, come quella del buio e di dormire fuori casa: le illustrazioni ampie e di facile comprensione permettono di immergersi totalmente nelle atmosfere della storia.</div><div>•	<b>Bastoncino - &nbsp;Julia Donaldson , A. Scheffler, e al</b>. (dai 3 anni)</div><div>Ambientata in una foresta, questa è la storia del rametto Bastoncino e delle sue avventure, della sua voglia di vivere tante esperienze ma anche dell'esigenza di tornare a casa dai propri cari. Anche in questo caso Axel Scheffler crea delle illustrazioni che accompagnano alla perfezione la storia, permettendo anche ai più piccoli di seguire l'evolversi delle vicende attraverso le immagini.</div><div>•	<b>Ti voglio bene anche se - &nbsp;Debi Gliori e C. Carminati</b> (dai 3 anni)</div><div>Mini è un cucciolo di volpe che si fa tante domande: Maxi lo amerebbe anche se fosse un orso feroce? O un coccodrillo spaventoso? E, soprattutto: l’amore dei grandi dura per sempre? Cosa succede quando non ci siamo più? Un libro pieno di poesia, che affronta temi come la paura della solitudine e dell’abbandono in modo semplice e delicato, per aiutare i bambini a crescere sicuri che l’affetto di un genitore resiste per sempre.</div><div>•	<b>Mog la gatta distratta - Judith Kerr e A. Macchett</b>o (dai 3 anni)</div><div>Mog è una gatta molto dolce ma anche molto distratta: si dimentica di pulirsi il pelo, di passare dalla sua porticina per entrare in casa e persino di aver mangiato! Ma una notte, proprio quando sta combinando uno dei suoi pasticci, la distrazione di Mog si rivelerà molto utile...</div><div>•	<b>Piccolo blu e piccolo giallo – Leo Lionni</b> (dai 3 anni)</div><div>Piccolo blu e Piccolo giallo sono amici inseparabili. Un giorno Piccolo blu, non trovando l’amico a casa, decide di andare a cercarlo. Quando lo ritrova la felicità e l’entusiasmo sono tali che i due si abbracciano così forte, ma così forte, da fondersi e diventare verdi!</div><div>I due continuano a giocare per un po’, ma una volta tornati a casa, nessuno dei genitori riconosce Piccolo verde! Che guaio!</div><div>Affranti, i due bambini iniziano a piangere grosse lacrime blu e gialle. I due piangono così tanto da lasciare solo lacrime, a partire dalle quali si ricompongono e riescono a ritrovare se stessi.</div><div>Entusiasti per aver ritrovato i loro figli i rispettivi genitori si abbracciano, diventando anche loro un po’ verdi.. Ecco cosa era successo!</div><div>Una storia che trasmette un messaggio importante: l’incontro con l’altro non ci toglie nulla, è anzi una occasione di arricchimento per entrambi.</div><div>Nonostante l’apparente semplicità, questa storia celebra l’amicizia, la diversità, l’innocenza, l’importanza dell’identità individuale e collettiva.</div><div>In parallelo, i piccoli lettori ricevono prime nozioni artistiche su colori, dimensioni e direzioni.</div><div>•	<b>La strega Rossella - Julia Donaldson , Axel Scheffler, e al.</b> (dai 3 anni)</div><div>un volo della strega Rossella in compagnia di diversi amici (il gatto, il cane, l’uccello e la rana), che accoglie in successione sulla sua scopa magica. Nel corso del viaggio perde e ritrova prima il cappello, poi la bacchetta magica, e incontra infine un drago cattivo che le distrugge la scopa e vuole mangiarla. Il lieto fine è assicurato dal provvidenziale intervento dei suoi amici. Ripartiranno tutti insieme su una scopa di lusso creata da Rossella grazie a una pozione magica.</div><div>•	<b>A che pensi? - Laurent Moreau</b> (dai 4 anni)</div><div>Tutti ci chiedono a cosa stiamo pensando, ma nessuno riesce a leggere davvero cosa c'è nella nostra testa. Spiegare questo concetto a un bambino è complicato, ma grazie a questo libro vediamo letteralmente cosa c'è nella testa dei 19 personaggi aprendo le finestrelle e scoprendo i pensieri di ognuno. I disegni grandi e coloratissimi sono una delizia per gli occhi di grandi e piccini.</div><div>•	<b>Sulla collina - &nbsp;Linda Sarah , Benji Davies, e al. </b>(dai 4 anni)</div><div>Uto e Leo sono grandi amici. Passano ore e ore sulla collina, giocando insieme. Un giorno arriva Samu. Non li conosce, vorrebbe giocare con loro. Possono due amici diventare tre?</div><div>•	<b>Il piccolo principe da Antoine de Saint-Exupéry. Ediz. a colori (illustrato da Valeria Docampo)</b> (dai 5 anni)</div><div>Il più grande classico per bambini e ragazzi di tutti i tempi diventa un albo illustrato pubblicato da Terre di Mezzo Editore. Il Piccolo Principe, capolavoro di Antoine de Saint-Exupery, viene rielaborato da Agnès De Lestrade nel testo, che diventa ancora più semplice e comprensibile anche per i più piccoli.</div><div>Le illustrazioni vengono affidate a Valeria Docampo, disegnatrice argentina dallo stile molto particolare: linee sottili e colori pastello che accompagnano alla perfezione la storia de Il Piccolo Principe e i valori universali che da sempre porta con sé.</div><div>•	<b>La fabbrica delle parole - Agnès de Lestrade , Valeria Docampo, e al</b>. (dai 5 anni)</div><div>C'è un paese dove le persone parlano poco. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle "Ti amo", ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario Oscar, che è ricchissimo e spavaldo, ha deciso di far sapere alla bambina che un giorno la sposerà. Chi riuscirà a conquistare il cuore di Cybelle?</div><div>•	<b>La valle dei mulini - Noelia Blanco , Valeria Docampo, e al</b>. (dai 5 anni)</div><div>Nella Valle dei Mulini abitavano uomini, donne e ragazzi simili a tanti. Poi arrivarono le Macchine Perfette. Da allora basta premere un bottone per avere un dolce delizioso, una giornata splendida, un amico fantastico. Basta schiacciare un pulsante per vivere in un mondo perfetto. E’ noioso. Così tutti smettono di sognare. Ma proprio tutti?</div><div>•	<b>La prima volta che sono nata -Vincent Cuvellier, T. Porcella, e al</b>. &nbsp;(per tutte le mamme i papà e i bambini dai 4 anni)</div><div>Nasci, conosci, cresci: ogni giorno c’è la prima volta di qualcosa di nuovo, si parla di un viaggio, il viaggio più emozionante che ci sia: quello della vita. </div><div>Un libro che non ha età, è proprio per tutti:</div><div>per chi è bambino e ha lo sguardo un po’ impertinente della ragazzina narratrice e in lei si può rispecchiare,</div><div>per chi è ragazzino e già si interroga sul meraviglioso viaggio che è la Vita,</div><div>per chi è adolescente o giovane e si affaccia alle nuove tappe con trepidazione e curiosità,</div><div>per chi è da poco genitore e può con queste pagine rivivere le emozioni totalizzanti e disarmanti dei primi momenti con un figlio</div><div>e, infine, per chi, già maturo, è consapevole dei tanti doni ricevuti e vissuti e può ricordarli e ritracciarli con commozione.</div><div><br></div><div>Auguriamo a tutti una buona lettura!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 07:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’importanza della lettura per i bambini:]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Filosa]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9n1656pl"><div><img class="image-0" src="http://www.studioalbero.it/images/leggere-1.jpg"  title="" alt=""/> &nbsp;<img class="image-1" src="http://www.studioalbero.it/images/leggere-2.jpg"  title="" alt=""/></div><div><br></div><div style="text-align: justify;">Leggere ad alta voce ai bambini non è solo un'opportunità di relazione con il bambino, ma favorisce anche lo sviluppo complessivo del bambino: il linguaggio, l'attenzione, l'apprendimento, la memoria, lo sviluppo sociale e lo sviluppo emotivo.</div><div style="text-align: justify;">La lettura migliora il linguaggio, arricchendo il vocabolario e la capacità di esprimere le proprie emozioni; permette di mettere in evidenza che il linguaggio ha un suono e un ritmo e la narrativa una sua struttura; amplia i tempi di attenzione e della concentrazione; educa al silenzio e all'ascolto; permette di creare immagini mentali autonome; permette di creare un territorio comune di idee, immagini ed emozioni.</div><div style="text-align: justify;"> Il rapporto ideale per la lettura ad alta voce è di uno a uno.</div><div style="text-align: justify;">Leggere ai bambini potrebbe apparentemente rivelarsi un'attività semplice, ma in realtà richiede delle accortezze. </div><div style="text-align: justify;">Condividere storie è come trasmettere una parte di se stessi, quindi ogni adulto che legge avrà un suo stile di lettura.</div><div style="text-align: justify;">Leggere ad alta voce non è caratterizzato da gesti precisi, ma spontanei e individuali.</div><div style="text-align: justify;">Quando leggiamo ad un bambino è importante ricordarsi di leggere lentamente, con chiarezza e partecipazione. Tutto ciò fornisce al bambino il tempo necessario di immaginare quanto ascoltato. </div><div style="text-align: justify;">Un altro elemento è la buona conoscenza del testo da parte dell’adulto che permetterà di avere le informazioni utili e necessarie per una corretta lettura: quando fermarsi o rallentare, quando alzare o abbassare il tono della voce, quando anticipare con gesti e sguardi ciò che sta per accadere. </div><div style="text-align: justify;">Nella lettura ad alta voce possono essere utili modifiche del testo per poter enfatizzare maggiormente una parte rispetto ad un'altra o per rendere più fluida e diretta la narrazione. </div><div style="text-align: justify;">La rilettura è gratificante per il bambino, poiché sentire qualcosa che già conosce lo rassicura. Per questo, alla richiesta di uno stesso libro da parte del bambino, non dobbiamo spazientirci. Il bambino vuole capire meglio la storia, impararla quasi a memoria per poterla poi ripetere con le proprie parole e anticipare i momenti più divertenti.</div><div style="text-align: justify;">Quando i bambini sono molto piccoli ciò che è importante tener in considerazione è che l'obiettivo principale è trasmettere la passione e il piacere di leggere e non trasmettere i contenuti. </div><div style="text-align: justify;">Per il bambino tra zero e un anno, i libri adatti da leggere sono quelli da “leggere con il corpo”, fatti di materiali morbidi e manipolabili e materiali sonoro, ritmici e musicali. Un esempio sono i libri di stoffa, di plastica e di spugna e i cartonati classici (libri di piccolo formato, quadrati con pagine di cartone robusto e angoli arrotondati e lavabili).</div><div style="text-align: justify;">Per il bambino tra uno e due anni i libri occorre proporre un libro che offra la possibilità di esperienze sensoriali multiple, inviti alla partecipazione e alla interazione associando oggetti con parole, offra la possibilità di un semplice botta e risposta, contenga illustrazioni che riproducano in modo chiaro oggetti di immediata riconoscibilità e contenga relazioni di causa-effetto. Un esempio sono i libri con i buchi.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Progetto di promozione per la lettura ad alta voce: Nati per leggere <a href="http://www.natiperleggere.it/dieci-buoni-motivi.html" class="imCssLink">http://www.natiperleggere.it/dieci-buoni-motivi.html</a></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Domani pubblicheremo un articolo con alcune interessanti letture da condividere con i vostri bambini!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 20:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Abitudini viziate (Logopedia)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.sa Valentina Del sarto]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Logopedia"><![CDATA[Logopedia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u1408818">Care Mamme e cari Papà,<div>se sentite che è giunto il momento per vostro figlio di abbandonare il ciuccio, di passare dal biberon alla tazza o di smettere di succhiarsi il pollice, bene, siete nel posto giusto!</div><div>Con questo brevissimo articolo vorrei mettervi al corrente di che cosa accade nella bocca dei nostri bambini quando queste abitudini si protraggono nel tempo e di come poter fare per eliminarle senza troppa fatica.</div><div>Un uso eccessivamente frequente e/o prolungato porta ad importanti alterazioni dello sviluppo oro-facciale.</div><div><b>Il ciuccio, il biberon e la suzione del pollice</b> costringono la lingua ad una <b>posizione BASSA</b> e non favoriscono il passaggio alla deglutizione funzionale,</div><div><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-0" src="http://www.studioalbero.it/images/foto1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><br></div><div>La <b>fisiologica posizione</b> delle lingua, sia a riposo che durante la deglutizione, è <b>ALTA</b>,<div>con la punta della lingua che poggia sulla papilla retroincisivale (quel piccolo rigonfiamento che si trova compreso tra gli alveoli degli incisivi superiori e le rughe palatine)</div><div><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-1" src="http://www.studioalbero.it/images/foto2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: center;"><br></div><div style="text-align: justify;">La lingua è il nostro espansore naturale: il palato duro è costituito da due lamine che fino all'età dello sviluppo (12-13 anni per le femmine, 13-14 anni per i maschi) risultano mobili, cioè sono in grado di espandersi sotto la pressione della spinta linguale.<div>Se però la lingua, per diverse ragioni tra cui anche il protrarsi della suzione non nutritiva, non ha assunto nel tempo la giusta posizione sia a riposo che durante la deglutizione (quindi in alto) rimanendo invece appoggiata sul pavimento orale (in basso) il palato tenderà a restringersi e la punta della lingua, esercitando una spinta non fisiologica sui denti, porterà ad un'alterazione dell'occlusione orale.</div><div><b>A partire dai 2 anni e mezzo appare pertanto utile iniziare a prendere in considerazione la possibile dismissione di quest’abitudine per consentire il naturale passaggio alla deglutizione funzionale.</b></div><div><br></div><div>Vediamo adesso come possiamo fare per eliminare queste abitudini.</div><div><br></div><div>Se vi sentite pronti ad affrontare questo percorso assieme a vostro figlio, bene, significa che è il momento di passare dalle parole ai fatti.</div><div>Programmate il passaggio, scegliendo un momento in cui abbiate tempo a disposizione, magari iniziando nel fine settimana, quando sia voi che vostro figlio non sarete vincolati da tempi prestabiliti ed una volta deciso di cominciare non tornate indietro.</div><div>Mi raccomando, non abbiate fretta di raggiungere l’obiettivo: il ciuccio, il biberon o il dito per vostro figlio hanno un importante valore affettivo ed emozionale.</div><div>Il ciuccio (così come ogni altra forma di suzione non nutritiva) nutre di emozioni, diventa un sostituto dell’immagine materna e rappresenta un’incredibile fonte di soddisfazione nei primi anni di vita. Tranquillizza, genera piacere, allucina la presenza della mamma e soprattutto memorizza il magico, nutriente e delizioso momento dell’allattamento (L.Levrini).</div><div><br></div><div>Per prima cosa spiegate le vostre intenzioni a vostro figlio e rendetelo protagonista di questo importante progetto: per fare questo nella mia esperienza clinica è risultato molto utile far costruire ai genitori una <b>TABELLA DELLE RICOMPENSE</b> basata sul rinforzo positivo (qui una copia stampabile):</div><div><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-2" src="http://www.studioalbero.it/images/foto3.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: center;"><br></div><div style="text-align: justify;">un calendario composto da quattro settimane sul quale per ogni giorno in cui non sarà utilizzato il ciuccio, il biberon o non sarà stato succhiato il dito verrà messo un simbolo precedentemente concordato con vostro figlio che starà a significare che è stato davvero molto bravo! Il calendario andrà messo in un posto ben visibile al bambino ed anche il simbolo andrà disegnato assieme a lui.<div>Se invece il bimbo non sarà riuscito a fare a meno del ciuccio, del biberon o del pollice non sarà messo nessun simbolo.</div><div><b>Importante:</b> mentre costruite la tabella fate scegliere al bimbo quale sarà il premio una volta terminate tutte le caselle.</div><div>Dopo due settimane continuative in cui il bimbo non ha “ceduto” al vizio questo può ritenersi dismesso.</div><div><br></div><div>Alcuni consigli per facilitare il passaggio:</div><div><br></div><div>-per il ciuccio potrebbe esser utile accompagnare il distacco anche attraverso la lettura di storie che trattano proprio questa tematica. Molto bello il libro della collega Paola Perrone “Togliamo il ciuccio”</div><div><br></div><div><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-3" src="http://www.studioalbero.it/images/foto4.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div><div>- per il biberon: fate scegliere al bambino la tazza o il nuovo bicchiere con cui berrà il suo latte. <b>IMPORTANTE:</b> non fate il passaggio sostituendo il biberon con i bicchierini con il beccuccio o facendo utilizzare la cannuccia perché la lingua rimane comunque bassa;<div><br></div><div>- per il dito, soprattutto per la notte, momento in cui il bambino potrebbe metterlo in bocca involontariamente, potrete fasciarlo con un cerotto: molto utile quello in seta a nastro, più difficile da togliere, da avvolgere attorno al pollice (o al qualsiasi dito che viene messo in bocca) al fine di rendere la suzione spiacevole perché il cerotto servirà da distrattore sensoriale.</div><div><br></div><div>Mi raccomando, non scoraggiatevi se i primi tentativi non andranno a buon fine perché, proprio per il valore affettivo ed emozionale che queste abitudini rivestono, spesso ci vuole del tempo per abbandonarle, ma perseverate e vedrete che insieme ce la farete!</div><div><br></div></div></div><div><br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'importanza del gioco: alcune proposte di attività...]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Neuropsicomotricità"><![CDATA[Neuropsicomotricità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8v4gi5mb"><div style="text-align: justify;"><span class="fs15">Il gioco è lo strumento principe attraverso il quale il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie conoscenze, anche le più complesse. Il gioco per i bambini è un’attività molto seria e può essere paragonato all’attività di un adulto appassionato per quel che sta facendo, un’attività in cui ha la sensazione di poter esprimere la propria personalità…e non solo! È importante utilizzare e valorizzare al massimo la dimensione ludica per permettere lo sviluppo infantile in tutti i suoi aspetti, motorio, percettivo, emotivo, cognitivo, comunicativo, sociale, linguistico e morale.</span></div><div style="text-align: justify;">Durante il gioco il bambino comincia a comprendere come funzionano le cose che lo circondano che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell’esistenza di leggi e di regole di comportamento che vanno rispettate. L’esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità.</div><div style="text-align: justify;">Soffermiamoci proprio sull’aspetto cognitivo: il gioco stimola la memoria, l'attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi, capacità di confronto, relazioni ,…mentre il bambino gioca scopre! Inventa! si pone un obiettivo! lo persegue! Sceglie! Ripensa! è un gran lavorio per la sua mente e per le sue abilità!!! &nbsp;Inizia così, con il posizionare tanti piccoli mattoncini, la costruzione di competenze fondamentali per lo sviluppo e l’apprendimento successivo. E mano a mano che cresce il gioco si fa più vario, più complesso! Da qui si comprende come questo sia un momento importante, sia se svolto da solo che con i genitori!</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">M da dove parte questa conoscenza?</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Prima di tutto dalla <b>sensorialità! </b></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Attraverso i sensi il bambino conosce il mondo e le varie caratteristiche degli oggetti… quindi la sua curiosità lo porta ad agire per esplorare …esplorare con l’udito per sentire i suoni e i rumori, con il tatto le consistenze, con la vista forme e colori, con il gusto e l’olfatto e fondamentale con il movimento si stimola il sistema vestibolare…la “bussola” del nostro corpo! Al di sotto dell’anno di età sarà facile vedere un bambino che ripete più volte lo stesso gesto per produrre un suono…o toccare ripetutamente una superficie ridendo…chissà quale sensazione sente per la prima volta e che piacere è per lui!</div><div style="text-align: justify;">Allora cosa possiamo offrire ai bimbi più piccoli?</div><div style="text-align: justify;">Oggetti di varie dimensioni e varie forme che possono suscitare attenzione e curiosità da parte del bambino e contribuire allo sviluppo dei sensi.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Qui riporto il link per la costruzione del “Cestino dei Tesori” di Maria Montessori <a href="https://www.metodomontessori.it/attivita-montessori/attivita-0-12-mesi/cestino-dei-tesori." target="_blank" class="imCssLink">https://www.metodomontessori.it/attivita-montessori/attivita-0-12-mesi/cestino-dei-tesori</a>.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Ma anche la possibilità di esplorare consistenze più morbide quale un impasto mentre la mamma cucina ad esempio…se pensiamo che tutto quello che è presente nel mondo è completamente sconosciuto ai più piccoli abbiamo veramente molte cose da potergli offrire! Inoltre nella condivisione con il genitore il bambino sarà incantato dalle espressioni dell’adulto, inserito in uno scambio emotivo affettivo fondamentale, sperimenterà una comunicazione fatta di sguardi, sorrisi, espressioni che saranno per lui un tesoro! Quanto possiamo dirci senza dire una parola!!!</div><div style="text-align: justify;">Mano a mano che il bimbo cresce più domande affolleranno la sua mente: cosa posso fare con questo? Questo ci sta qua dentro? E sopra? E se lo giro? Se lo metto qui cade?...e mille altre domande che gli permettono di rimanere diverso tempo su un’attività, di sperimentare la regolazione emotiva, la capacità di porsi e risolvere problemi!...e se pensiamo alla nostra vita di adulti quanti problemi quotidianamente dobbiamo risolvere? </div><div style="text-align: justify;">Questo tempo di sospensione e di difficoltà nel reperire materiale o comprare giochi ci permette di scoprire numerose attività utilizzando materiale che è a disposizione nelle nostre case e che generalmente ignoriamo pensando che il gioco sia spesso qualcosa che si compra…</div><div style="text-align: justify;">E allora sbizzarriamoci con contenitori di varie dimensioni per i travasi, coloranti alimentari, cucchiai e cucchiaini, rotoli di cartone dello scottex o della carta igienica, cartone di imballaggi, cannucce, colori a tempera, mollette, pasta, bottoni, fili colorati, scotch, farina, pasta di sale, schiuma da barba…</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><a href="https://www.metodomontessori.it/" class="imCssLink">https://www.metodomontessori.it/</a></div><div style="text-align: justify;"><a href="https://www.sitly.it/blog/giochi-divertenti-da-fare-con-i-bambini/" target="_blank" class="imCssLink">https://www.sitly.it/blog/giochi-divertenti-da-fare-con-i-bambini/</a></div><div style="text-align: justify;"><a href="https://portalebambini.it/lavoretti-creativi/" target="_blank" class="imCssLink">https://portalebambini.it/lavoretti-creativi/</a></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Qui sopra sono riportati alcuni link che possono offrire spunti e idee creative che il genitore sceglierà a seconda di ciò che ha a disposizione e soprattutto di ciò che il bambino preferisce…si perché il gioco è un momento di piacere, di condivisione, di complicità, di sorrisi, di scelte, di possibilità! Il genitore può essere un alleato con cui trovare soluzione, una guida con la quale passo passo si può costruire quel teatrino tanto desiderato! Non possiamo aspettarci che i bambini soprattutto al di sotto degli 8 anni siano in grado di organizzare gli strumenti per costruire quella macchinina di cartone di cui hanno visto la foto e che gli piace moltissimo! Ma è proprio con il genitore che possono realizzarlo…tagliando il cartone proprio in quel punto, mettendo lo scotch, tenendo due parti vicine…è la meraviglia del fare insieme! Nell’essere presente senza fare al posto del bambino!</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><a href="https://www.bebeblog.it/post/194784/come-costruire-una-macchina-di-cartone-per-i-bambini" class="imCssLink">https://www.bebeblog.it/post/194784/come-costruire-una-macchina-di-cartone-per-i-bambini</a><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><img class="image-1" src="http://www.studioalbero.it/images/costruire-una-macchina-di-cartone-1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><a href="https://www.nonsprecare.it/il-teatrino-parlante-di-nonno-carlo?utm_campaign=Newsatme&utm_content=Teatrino%2Bper%2Bbambini%2Bfai-da-te:%2Bcome%2Bcostruirlo%2Bsolo%2Bcon%2Bmateriale%2Briciclato%2B(foto)&utm_medium=news@me&utm_source=mail%2Balert" target="_blank" class="imCssLink">https://www.nonsprecare.it/il-teatrino-parlante-di-nonno-carlo?utm_campaign=Newsatme&amp;utm_content=Teatrino%2Bper%2Bbambini%2Bfai-da-te:%2Bcome%2Bcostruirlo%2Bsolo%2Bcon%2Bmateriale%2Briciclato%2B(foto)&amp;utm_medium=news@me&amp;utm_source=mail%2Balert</a><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><img class="image-0" src="http://www.studioalbero.it/images/il-teatrino-parlante-di-nonno-carlo.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 12:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’importanza del gioco]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Filosa]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g5du7fa5"><b>L’importanza del gioco</b><div><b><br></b><div style="text-align: justify;">Tra tutte le attività da svolgere, i bambini dovrebbero avere un momento interamente dedicato al gioco. </div><div style="text-align: justify;">Il gioco non è solo un passatempo per i bambini ma un “lavoro” la loro attività principale. </div><div style="text-align: justify;">Per i bambini il gioco è sicuramente <b>divertimento</b> ma anche <b>esplorazione del mondo e di sé</b>, fonte di <b>apprendiment</b>o e strumento attraverso il quale <b>esprimere il proprio mondo interiore</b>. </div><div style="text-align: justify;">Il gioco favorisce quindi lo <b>sviluppo cognitivo</b> (stimola la creatività attraverso capacità di problem solving, stimola le competenze linguistiche e le abilità fisiche), lo <b>sviluppo affettivo – emotiv</b>o (esprimere attraverso il gioco emozioni intense gioia, rabbia, ansia, paura, tristezza…). e <b>sociale</b> (relazioni con i coetanei e adattamento sociale).</div><div style="text-align: justify;">Possiamo distinguere tre stadi dello sviluppo del gioco (Piaget):</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-0" src="http://www.studioalbero.it/images/gioco-esercizio-1.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: justify;"><b>•	Giochi di esercizio:</b> prevalgono nel primo anno di vita (fase senso – motoria) nella quale il bambino attraverso il dondolare, l’afferrare, il portare alla bocca gli oggetti, l’aprire e chiudere mani e occhi impara a controllare i movimenti e coordinare i gesti.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-1" src="http://www.studioalbero.it/images/gioco-simbolico-5.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: justify;"><b>•	Giochi simbolici: </b>prevalgono tra i 2 e i 6 anni di vita (fase rappresentativa) nella quale il bambino acquisisce la capacità di rappresentare tramite oggetti o gesti una situazione non attuale. Si sviluppa la capacità di immaginazione, imitazione e di simbolizzare. Il gioco di finzione permette ai bambini di elaborare emozioni e vissuti che normalmente non si riesce ad esternare, ed è un’attività che va assolutamente favorita e assecondata. Attraverso una rappresentazione, i bambini mettono in atto ciò che hanno vissuto, trattando eventi spiacevoli e piacevoli e sviluppando doti empatiche e di immedesimazione con l’altro. Il gioco di finzione molto spesso viene fatto da soli, quando i bambini non si trovano in compagnia, anche se può capitare che il bambino chieda l’aiuto dei propri genitori per recitare al meglio il proprio gioco.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: center;"><img class="image-2" src="http://www.studioalbero.it/images/giocho-con-regole-2.jpg"  title="" alt=""/><br></div><div style="text-align: justify;"><b>•	Giochi con regole:</b> prevalgono nell’età scolare della scuola Primaria (fase sociale) nella quale il bambino vive maggiormente il rapporto con gli altri. C’è da parte del bambino una maggiore aderenza alla realtà, una attiva partecipazione alla vita di gruppo caratterizzata da regole da rispettare. Questi giochi con regole sono supportati (e possono ulteriormente incrementare) da capacità come l’autocontrollo, la capacità di concentrazione e attenzione, la memoria ecc… </div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Al di là delle singole tappe di sviluppo delle tipologie e delle abilità di gioco, quello con i genitori resta un momento di gioco importante perché favorisce la creazione di legami intimi e significativi. Nonostante nella società attuale il tempo dedicato al gioco con il proprio figli non sempre riesca ad essere sufficiente a causa dei numerosi altri impegni, sarebbe importante recuperare spazi e tempi per giocare perché proprio attraverso questo strumento passa la comunicazione più profonda tra bambini e adulti.</div><div style="text-align: justify;">E’ utile che gli adulti non siano troppo invadenti e non cerchino di dirigere o strutturare eccessivamente il gioco del bambino ma piuttosto lo seguano nelle sue idee e proposte restando compagni del gioco del bambino, coloro che lo supportano e lo sostengono nel suo esprimersi.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Nonostante con il passare del tempo le attività ludiche prendono nuove forme, mutano e si adattano all’età e allo sviluppo intellettivo del bambino, il gioco rimane una tappa fondamentale per l’uomo. Un’ambiente sereno e la costante attenzione da parte della famiglia permetteranno al futuro adulto di avere tutte le capacità necessarie per raggiungere al meglio le tappe di un corretto sviluppo.</div><div style="text-align: justify;">L’esperienza di gioco aiuta ad avere maggiore fiducia nelle proprie capacità, poiché il bambino inizia a prendere coscienza del fatto che possiede delle abilità e delle caratteristiche che lo rendono unico nel suo ambiente.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Purtroppo attualmente si rileva una diminuzione di queste attività di gioco spontaneo e i motivi possono essere molteplici: cambiamenti nel tessuto sociale e minore presenza della famiglia allargata e del vicinato, prevalenza di altri strumenti d’intrattenimento come tv e videogiochi, maggiori impegni scolastici ed extrascolastici. &nbsp;Le attività extrascolastiche e sportive sicuramente utili e importanti per i bambini però non dobbiamo pensare però che possano sostituire il gioco spontaneo che come abbiamo già detto resta un elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo infantile.</div><div style="text-align: justify;">A breve aggiungeremo possibili attività di gioco (di varie tipologie) da poter fare con i propri figli.</div><div style="text-align: justify;"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 20:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.studioalbero.it/blog/?id=g5du7fa5</link>
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			<title><![CDATA[L’importanza delle routine anche in questo momento sospeso…]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Filosa]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7pcg5f0f"><div style="text-align: justify;">E’ consigliabile in un momento tanto insolito come quello che stiamo vivendo, nel quale molti sono stati i cambiamenti nell’organizzazione familiare, sociale e lavorativa, che i genitori cerchino di <b>mantenere o ricreare “nuove” routine quotidiane. </b></div><div style="text-align: justify;">Le routine costituiscono una <b>serie di momenti che si ripresentano nell'arco della giornata in maniera costante e ricorrente</b>, caratterizzati da cura, benessere, intimità, relazione affettiva.</div><div style="text-align: justify;"><b>Soddisfano bisogni fondamentali</b> dei bambini (usare il bagno, essere puliti, mangiare, dormire…) ma possiedono una <b>valenza importante di orientamento rispetto ai tempi e al succedersi delle diverse situazioni nella giornata</b>; inoltre, potenziano <b>molte competenze di tipo personale, comunicativo, espressivo, cognitivo</b>.</div><div style="text-align: justify;">Nella quotidianità una <b>routine attesa e prevista costituisce sicuramente una cornice rassicurante</b> che sollecita alla scoperta. </div><div style="text-align: justify;">Questi eventi significativi ripetuti nel tempo costituiscono per il bambino i primi quadri concettuali di riferimento. Sono dei <b>copioni</b>, sulla base dei quali i bambini progressivamente costruiscono il loro mondo e inseriscono le loro scoperte. C’è quindi una valenza specificatamente cognitiva. Infatti <b>l’apprendimento</b> non avviene per piccoli frammenti di conoscenze ma come <b>esperienza globale di ripetizione di copioni</b> detti anche scripts.</div><div style="text-align: justify;">Gli <b>scripts</b> (copioni) sono <b>sequenze di attività ed eventi complessi</b> dai quali i bambini riescono a cogliere, attraverso il loro ripetersi, le variabili interne che li regolano. Dal ripetersi di questi copioni (prima mi sveglio, poi mi alzo, poi faccio colazione) i bambini riescono a <b>cogliere il senso del prima e del dopo</b> e un po’ alla volta, imparando ad <b>anticipare gli eventi</b>, riescono a “disegnare” in un’ottica di tempo la propria vita.<br></div><div style="text-align: justify;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 11:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il puntino che si credeva un Re. Storia di Sara Caretta (Pedagogista)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Filosa]]></author>
			<category domain="http://www.studioalbero.it/blog/index.php?category=Psicologia"><![CDATA[Psicologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hci2l99y"><div style="text-align: justify;"><span class="fs15">Questa piccola storiella scritta da una pedagogista può essere un buon modo per iniziare a spiegare ai vostri bambini cosa sta succedendo e che cos’è il coronavirus (covid-19). Anche per i bambini, come per noi adulti, tutto ciò che non ha un nome e una forma può far paura e generare forte ansia e preoccupazione. Con questa piccola storiella il coronavirus assumerà una qualche forma (quella di puntino) e si capirà qual è il suo scopo (governare su tutto e su tutti imponendo le sue leggi ferree: non uscire di casa, non abbracciarsi, non dare baci, non stare con gli altri ecc...). Questo per i bambini può già essere un elemento che rassicura perché da loro la possibilità di comprendere quanto sta accadendo. Nella seconda parte della storia si scopre però che esistono degli strumenti per combattere questo “nemico”, che quindi adulti e bambini hanno delle risorse per far fronte a tutto quello che st succedendo e che alla fine la battaglia potrà essere vinta. Questo sicuramente è l’aspetto più ottimistico e rincuorante che rassicura i bambini e non li fa sentire impotenti.</span></div><div style="text-align: justify;">Aggiungerei però un altro elemento che nella storia non emerge: alcuni bambini più di altri (come del resto anche ragazzi e adulti) per loro esperienze di vita e per struttura caratteriale e temperamentale sono più fragili di fronte a eventi di questo tipo. Possono riattivarsi il loro ansie di separazione, angosce di solitudine e abbandono. Questo è un elemento importante da tenere presente e che con i bambini può essere affrontato attraverso la lettura di alcune storie che più di altre affrontano tali argomenti ed evocano tali vissuti sostenendo comunque la speranza e il “lieto fine” (I tre piccoli gufi di Martin Waddell).</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">In alternativa un buon modo per parlare di quanto sta succedendo può essere scrivere una storiella con i vostri bambini: potete suggerire ai bambini di raccontare e disegnare una storiella su chi è questo virus, come se lo immaginano e cosa fa alle persone e al mondo. Se i bimbi hanno piacere voi genitori potete aiutarli, o mettere per iscritto al posto loro, quello che vi raccontano. Disegni e storie potranno poi essere condivise con il resto della famiglia ma anche maestre e per i bambini che ci conoscono e che aspettiamo di rivedere quanto prima anche con noi quando ci rincontreremo ed essere un buono spunto per parlare di quanto è accaduto.<br></div><div style="text-align: justify;"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 19:07:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.studioalbero.it/blog/?id=hci2l99y</link>
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